๐๐ผ๐ฟ๐๐ฒ ๐ถ๐น ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐ฏ๐น๐ฒ๐บ๐ฎ ๐ถ๐ป ๐ฐ๐ถ๐ป๐ผ๐ณ๐ถ๐น๐ถ๐ฎ ๐ฒฬ ๐ฐ๐ผ๐บ๐ฒ ๐๐ถ ๐๐๐ฎ๐ป๐ผ ๐น๐ฒ ๐ฝ๐ฎ๐ฟ๐ผ๐น๐ฒ.
Nella cinofilia si sente spesso dire: โAl cane servono regole, se necessario bisogna imporle per il suo bene.โ
Oppure, allโopposto: โIl cane non ha bisogno di regole, ma di comprensione e comunicazione.โ
๐๐ค ๐๐ง๐๐๐ค ๐๐๐ ๐ก๐ ๐ฆ๐ช๐๐จ๐ฉ๐๐ค๐ฃ๐ ๐๐ค๐ซ๐ง๐๐๐๐ ๐๐จ๐จ๐๐ง๐ ๐ข๐ค๐ก๐ฉ๐ค ๐ข๐๐ฃ๐ค ๐๐๐๐ค๐ก๐ค๐๐๐๐ ๐ ๐ฅ๐๐ชฬ ๐๐๐ค๐ก๐ค๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ช๐๐๐ฉ๐๐ซ๐.
Lโetologia cognitiva ci ricorda, o meglio ci insegna, che il cane รจ un animale sociale che costruisce il proprio equilibrio dentro una relazione. Non si autoregola nel vuoto, ma, se vive con gli umani, attraverso le esperienze che con loro vive nel quotidiano.
Il cane ha bisogno di prevedibilitร . E la prevedibilitร nasce allโinterno di cornici chiare, con confini che non siano mai nebulosi, disimpegnati o imprevedibili.
Una regola, se la guardiamo bene, non รจ per forza imposizione.
ร unโinformazione stabile che il cane apprende nel campo relazionale. ร qualcosa che rende lโambiente familiare comprensibile, sostenibile e non caotico.
Dare regole non significa non far esprimere il cane. Significa, al contrario, contestualizzare e orientare il suo campo espressivo. Educare, da educere, vuol dire far emergere, ma lasciare che tutto emerga in una confusione relazionale senza orientamento non รจ la soluzione. Questa si trova quando ciรฒ che emerge รจ disciplinato e, in questo senso, non ha nulla a che vedere con rigiditร gerarchica o con unโidea autoritaria della relazione, ma con il dare forma e direzione allโesperienza sin dallโinizio.
๐๐๐ฃ๐ฏ๐ ๐ช๐ฃ๐ ๐จ๐ฉ๐ง๐ช๐ฉ๐ฉ๐ช๐ง๐ ๐๐ค๐ข๐ช๐ฃ๐๐๐๐ฉ๐๐ซ๐ ๐๐ค๐๐ง๐๐ฃ๐ฉ๐, ๐๐ก ๐๐๐ฃ๐ ๐ฃ๐ค๐ฃ ๐๐๐ซ๐๐ฃ๐ฉ๐ โ๐ฅ๐๐ชฬ ๐ก๐๐๐๐ง๐คโ. ๐๐ฅ๐๐จ๐จ๐ค ๐๐๐๐๐๐ ๐ช๐ฃโ๐๐ก๐ฉ๐ง๐ ๐๐ค๐จ๐: ๐๐๐ซ๐๐ฃ๐ฉ๐ ๐ฅ๐๐ชฬ ๐๐ฃ๐๐๐ง๐ฉ๐ค.
E lโincertezza, nel tempo, puรฒ trasformarsi in disregolazione (non ha regole, non conosce il confine, non riconosce quando esiste il limite o la soglia).
Ed รจ curioso che proprio tra alcuni professionisti che rifiutano la parola โregolaโ, quando poco dopo il cane appare loro inevitabilmente impulsivo o disorganizzato, si parli con la stessa naturalezza di riabilitazione comportamentale, a volte perfino di intervento da parte del Medico Veterinario Esperto in comportamento.
Allora forse la domanda che dobbiamo farci, quando viviamo con il cane, non puรฒ essere: regole sรฌ o no?
Ma devono essere: che tipo di struttura relazionale stiamo offrendo al nostro cane sin da cucciolo?
ร coerente con i limiti e le opportunitร che il vivere quotidiano ci offre?
ร comprensibile per il cane riconoscere che il suo comportamento puรฒ essere espresso allโinterno di una soglia di tolleranza?
ร stare in relazione imporgli regole o sottrarsi al progetto di offrirgliele?
La comprensione senza una struttura regolativa puรฒ generare nel cane solo confusione.
Come, dโaltra parte, la struttura regolativa senza la comprensione puรฒ generare solo inibizione.
๐๐ก ๐ฅ๐ช๐ฃ๐ฉ๐ค ๐ฃ๐ค๐ฃ ๐ฬ ๐ฃ๐ค๐ฃ ๐๐๐ง๐ ๐ง๐๐๐ค๐ก๐.
La vera sfida รจ trasformare lโimporre regole rigide e punitive in strumenti di regolazione condivisa con le figure di riferimento.
Forse la maturitร della cinofilia non sta nello scegliere una bandiera, ma nel saper reggere e comprendere il campo relazionale.
๐ฅ๐ถ๐ณ๐ฒ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ถ ๐ฒ๐๐๐ฒ๐ป๐๐ถ๐ฎ๐น๐ถ
Panksepp J., Affective Neuroscience
Tomasello M., Le origini culturali della cognizione umana
Siegel D., La mente relazionale
Berns G., studi di neuroscienze canine
